La prima visita di un bambino dal dentista non cura niente
17 agosto 2026 · Bambini · 7 min di lettura

In breve
- Nei primi venti minuti si guarda e si conta: non si pulisce, non si otturano denti, non si tiene fermo nessuno.
- La parte in cui gli guardo davvero la bocca dura cinque minuti su venti; gli altri quindici servono alla stanza.
- Se dice no a una cosa, quel giorno quella cosa non si fa: un no rispettato vale più di quello che avrei visto.
Nei primi venti minuti non si cura niente. Si entra, si parla in piedi, si sale sulla poltrona, si contano i denti, si scende. La parte in cui gli guardo davvero la bocca dura cinque minuti su venti: gli altri quindici servono a far sì che ci sia una seconda volta, perché è la seconda quella in cui di solito c'è qualcosa da fare.
Sono Antonio Caracausi, odontoiatra, e mi occupo di odontoiatria infantile a Lucca e a Fornaci di Barga. Questo pezzo non è su quando portarlo. È su cosa succede dentro quei venti minuti, in che ordine, e su cosa lascio fuori di proposito.
I venti minuti, in ordine
Il tempo è quello. Cambia come lo si spende.
- I primi due o tre minuti non riguardano i denti. Gli chiedo come si chiama, che classe fa, se ha un fratello. Sto in piedi, alla sua altezza, e non ho niente in mano.
- Poi la poltrona diventa una cosa che si guida. Sale, scende, e il pulsante glielo faccio premere a lui. Un bambino che ha comandato la poltrona per trenta secondi la considera sua, e sopra una cosa sua ci si siede diversamente.
- Lo specchietto lo prende lui prima di me. Glielo do in mano, se vuole se lo mette in bocca da solo, poi lo riprendo io. Vale per ogni strumento: prima si guarda, poi si tocca, poi si usa. In quest'ordine, senza salti.
- Conto i denti a voce alta. Uno, due, tre. È la parte che i bambini aspettano, e nel frattempo vedo quello che devo vedere: quanti sono, come chiudono le arcate, se c'è una macchia bianca sullo smalto in un punto dove un genitore non arriva a guardare.
- L'aria e l'acqua le provo sul dorso della sua mano prima che in bocca. Quello che dà fastidio non è il getto. È il getto che arriva senza preavviso.
- Gli ultimi minuti sono vostri. Le domande fatele lì, davanti a lui, non in corridoio: quello che si dice in corridoio un bambino lo immagina sempre più grosso di com'è.
Poi si scende e finisce. Anche quando avrei potuto fare altro.
Cosa non faccio, anche se ci starebbe
- Non pulisco i denti. Un'igiene fatta alla prima visita di un bambino piccolo raramente serve, e costa in fiducia molto più di quello che rende.
- Non lo tengo fermo. Se ritira la testa, mi fermo io: è la regola che gli sto insegnando, ed è l'unica cosa che quel giorno deve imparare.
- Non faccio radiografie di routine. Si fanno quando c'è una domanda precisa a cui l'occhio non risponde — perché una radiografia serve anche quando non fa male — e a un bambino si fanno quando è pronto a starci, non alla prima seduta per completare una cartella.
- Non contratto e non prometto premi. «Se stai fermo poi ti compro una cosa» trasforma i venti minuti in qualcosa da sopportare in cambio di altro, e da quel momento sono venti minuti che valgono un prezzo.
- E se trovo una carie iniziale mentre lui è tranquillo, di solito non la curo quel giorno. Qui però i colleghi non sono d'accordo fra loro, e vale la pena dirlo.

Il punto in cui la risposta è «dipende»
Sulla carie trovata alla prima visita non esiste una regola condivisa da tutti, e chi la presenta come tale sta semplificando. C'è chi la cura subito, e il ragionamento non è debole: il bambino oggi collabora, la carie intanto avanza, e il secondo appuntamento a volte non arriva mai — le famiglie rimandano, si spostano, hanno altro per la testa. C'è invece chi tiene la prima seduta pulita da qualunque manovra e accetta di perdere un mese su una carie piccola per non perdere il bambino.
Io sto nel secondo gruppo quando la carie è iniziale e non dà sintomi. Non ho un modo per dimostrare di avere ragione: ho solo notato che chi la prima volta è uscito senza che gli fosse fatto niente, la volta dopo entra camminando. Se invece c'è dolore, o se la carie è profonda, la scelta non la fa il metodo. La fa il dente.
C'è poi un limite che riguarda l'orologio: venti minuti sono una media, non una promessa. Con un bambino che al terzo minuto ha deciso che va tutto bene si finisce in dodici; con uno che ha bisogno di studiare la stanza prima di sedersi se ne usano trenta, e va bene lo stesso. Per questo una prima visita non la metto mai schiacciata fra due appuntamenti.
Chi scende dalla Garfagnana e non vuole fare due viaggi
Da Castelnuovo, da Gallicano o da Barga, farsi quaranta minuti di strada per venti minuti in cui non si fa niente è una richiesta difficile da difendere, e non provo nemmeno a farlo. Per quello a Fornaci di Barga ricevo su appuntamento, in fondovalle: per una prima visita è la sede che ha senso, perché la stessa cosa la si fa a dieci minuti da casa.
A Lucca il vantaggio è di un altro tipo, ed è tutto pratico. Lo studio è fuori dalle Mura, sulla via delle Ville Prima: non si entra nel centro storico, non c'è nessuna zona a traffico limitato da attraversare e si parcheggia davanti alla porta. Con un bambino in macchina è la differenza fra arrivare e arrivare già nervosi, e un bambino che arriva nervoso l'ho perso prima di iniziare. Da Capannori si prende la Pesciatina e non si tocca la città.
Cosa portare, e cosa dire a casa
La tessera sanitaria. Nient'altro.
A casa basta una frase: dove si va e chi lo guarda. Il resto glielo racconto io lì, mentre gli faccio vedere le cose una per una — e sulle frasi che è meglio non usare il giorno prima ho scritto un pezzo a parte.
Quando venti minuti non bastano
Una guancia gonfia, un dolore che lo tiene sveglio, un dente rotto o mosso dopo una caduta: in questi casi non si parte dal conoscersi, si parte dal problema, e si telefona lo stesso giorno. Per un dente rotto contano i primi minuti e conta cosa fate voi prima di muovervi: cosa fare subito con un dente scheggiato.
Anche in quel caso, però, la parte in cui si guarda e si spiega non si salta. Si accorcia.
Una cosa pratica, per oggi
Se non è mai stato visitato, la telefonata da fare non è per un problema. Chiedi un appuntamento breve, di mattina, e chiedi che dopo non ci sia niente attaccato: venti minuti senza fretta sono un'altra cosa rispetto a venti minuti ritagliati. Il numero di Lucca è 0583 050656, quello di Fornaci di Barga 0583 708458.
E se hai già un tuo appuntamento in agenda, portalo con te e fallo aspettare in sala: entrare una volta senza che nessuno gli chieda niente è metà del lavoro fatto in anticipo.
Devo stare in stanza con lui o è meglio aspettare fuori?
In stanza, la prima volta. Per un bambino piccolo il punto di riferimento sei tu, e togliergli il riferimento mentre è in un posto nuovo è un ostacolo in più senza nessun vantaggio. Ti chiedo solo una cosa: stare dietro di lui e lasciar parlare me. Quando in due gli si parla addosso, lui guarda te e non ascolta nessuno dei due.
Venti minuti sono abbastanza per un bambino di tre anni?
Di solito sì, perché in quei venti minuti gli si chiede molto poco. A tre anni la soglia di attenzione è corta ma la curiosità è alta, e una visita che è fatta di guardare, contare e toccare gli strumenti sta dentro quella soglia. Se non ci sta, si guarda quello che si riesce e si fissa una seconda volta breve: non è una visita fallita, è una visita divisa in due.
Alla prima visita si fa la radiografia?
Non per abitudine. La si fa se c'è un sospetto che l'occhio non chiarisce, per esempio una carie fra due denti da latte a contatto, che dall'esterno non si vede. Se il bambino quel giorno non è pronto a stare fermo il tempo necessario, si rimanda: una radiografia mossa non serve a nessuno e va rifatta.
Se trovi una carie, quando si fa qualcosa?
Dipende da quanto è profonda e da come sta lui. Una carie iniziale su un dente da latte si può controllare a distanza ravvicinata e intervenire con calma al secondo appuntamento; una carie che è già arrivata vicino alla polpa non aspetta il momento buono per nessuno. La cosa da non fare è decidere al telefono: senza aver guardato quella bocca, chiunque risponda sta indovinando.
Ricevo in due sedi. A Lucca, in Via delle Ville Prima 966, presso la struttura odontoiatrica UNITS S.r.l. (Direttore Sanitario Dott. Roberto Guazzetti), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 — telefono 0583 050656. A Fornaci di Barga, in Via della Repubblica 274, nel mio studio, su appuntamento — telefono 0583 708458.

Chi ha scritto
Dott. Antonio Caracausi
Odontoiatra · Albo Odontoiatri di Lucca n. 618
Si occupa di conservativa, odontoiatria infantile, gnatologia, protesi fissa su denti naturali, protesi mobile, ortodonzia invisibile, estetica dentale. Riceve a Lucca, in Via delle Ville Prima 966.